ARCHIVIO DEGLI SCRITTI DI PIETRO ICHINO
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INTERNET E IL “BUON PADRE DI FAMIGLIA”
I criteri per la valutazione della prestazione lavorativa corretta sono gli stessi di duemila anni fa; e valgono su entrambe le sponde dell’Atlantico
Corriere della Sera, 28 aprile 2006

È solo una questione di misura e di buon senso; e il diritto la risolve esattamente allo stesso modo qui come oltre Atlantico. In una giornata di lavoro non è neppure pensabile che l’impiegato non disponga mai di una pausa, per scambiare due parole con un collega, per dare un consiglio telefonico volante al figlio alle prese con un’emergenza, per dare un’occhiata al giornale, o, perché no?, per visitare un sito internet. Certo, la cosa cambia aspetto se la pausa diventa un quarto d’ora, mentre il telefono squilla a vuoto e le pratiche da sbrigare restano in attesa: qui già si configura un piccolo inadempimento del debito contrattuale. La mancanza diventa più grave se il quarto d’ora si moltiplica o si ripete, riducendo sensibilmente il tempo di lavoro effettivo; ma arriva a giustificare il licenziamento solo nei casi limite in cui essa si trasforma in una trasgressione abituale e sistematica.



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