ARCHIVIO DEGLI SCRITTI DI PIETRO ICHINO
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IL LAVORATORE «PERSEGUITATO» E L' AZIENDA MALATA DI MOBBING
Diario minimo del lavoro 2 - Il pressing sui dipendenti e la prevenzione (mancata) nelle imprese
Corriere della Sera, 19 agosto 2006

Il mobbing oggi in Italia è di gran moda: chiunque si senta maltrattato dal proprio capo-ufficio o dai propri colleghi denuncia di essere «mobbizzato»; alcune Regioni hanno emanato leggi per la protezione contro gli effetti del mobbing (tutte contestate dal governo centrale davanti alla Consulta nel corso della passata legislatura, una sola dichiarata incostituzionale); la depressione da mobbing è ormai considerata ufficialmente un rischio professionale coperto dall' assicurazione obbligatoria; sul tema non si contano i convegni, i seminari, i saggi, i romanzi, i programmi televisivi e anche i film. Una cosa curiosa è che siamo solo noi a chiamarlo con questo termine inglese: dove si parla inglese per davvero, sulle due sponde dell' Atlantico, lo chiamano in altri modi (per lo più harassment). Lì, comunque, il tema è molto meno gettonato che da noi. Non che in quei Paesi i lavoratori non vengano mai maltrattati dai capi-ufficio o dai colleghi; ma solo in Italia il fenomeno del maltrattamento e dell' isolamento del lavoratore debole in azienda sembra diventato oggetto di un interesse di massa, capace di mobilitare sociologi, avvocati, giudici, legislatori, medici, scrittori e registi. L' idea corrente del mobbing è quella di una serie di atti ostili dell' imprenditore, dei dirigenti o dei colleghi, nei confronti di un lavoratore sgradito, volti a rendergli la vita impossibile e a indurlo a lasciare l' azienda.



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